L’ATTIVITÀ FISICA DIVENTERÀ OBBLIGATORIA?

Gli ultimi dati sulla sedentarietà in Italia sono preoccupanti: si fa sempre meno sport e sempre meno attività fisica, e questo ha portato un aumento delle persone sovrappeso o addirittura obese, che nel nostro Paese contano rispettivamente 22 milioni e 6 milioni di unità.


Il trend non colpisce solo l’Italia, ma tutti i Paesi più industrializzati del mondo, Europa compresa. Alla luce del report delle istituzioni Europee, secondo cui l’inattività costa circa 80 miliardi di euro all’anno, alcuni Stati si sono già mossi per invertire una costosa e - soprattutto - pericolosa tendenza. Anche l’Italia sta facendo la sua parte in questo progetto, e tutte le soluzioni trovate portano a una riflessione: si vuole rendere obbligatoria l’attività fisica?

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COME IL REGNO UNITO… - Uno dei Paesi in cui il problema della sedentarietà si avverte di più è il Regno Unito, dove più di del 35% della popolazione adulta non fa esercizio fisico, contro il 25% circa di media Europea. Per risolvere questo problema, non potendo contare sulla bacchetta magica, si è deciso di puntare su un progetto di largo respiro, finanziato dal Sistema Sanitario Britannico, partito dal Borgo di Croydon, località nell’area meridionale di Londra che conta quasi 350'000 abitanti.


Il progetto prevede la facoltà dei medici di base di prescrivere… attività fisica. Sì: nelle ricette mediche invece di esserci scritto il nome del medicinale, i medici possono prescrivere boxe, yoga o altre attività fisica. Grazie all’aiuto di tutta la comunità, determinante soprattutto per organizzare e sostenere il progetto dal punto di vista umano, si sono registrati ottimi risultati.


Dopo 18 mesi dall’attivazione del programma, si è registrata una diminuzione del 20% dei ricoveri ospedalieri, e del 4% dei ricoveri d’emergenza. Inoltre, l’attivazione di tutte queste attività, ha diminuito il lavoro dei medici: le persone isolate o marginalizzate, che si facevano visitare pur non avendone necessità, hanno potuto trovare un miglioramento anche dal punto di vista sociale.


…O IN FRANCIA... - Recentemente, anche i transalpini hanno sperimentato un programma simile a quello Inglese, portandolo però al livello successivo: ogni patologia ha la propria medicina, e per medicina si intende, ovviamente, sport.


In Francia, dove la percentuale di inattivi è in linea con la media Europea, la sedentarietà costa più di un miliardo di euro all’anno: cifre assurde. Ma per quanto alto, l’aspetto economico passa in secondo piano: il report sottolinea inoltre che aumentando l’attività sportiva del 20%, si potrebbero evitare quasi 10'000 decessi.


Per porre fine a questa situazione, si è deciso di prescrivere l’attività sportiva nelle ricette dei pazienti cronici, che riceveranno una determinata attività sportiva da svolgere, in base alla patologia. Così, le persone affette da obesità lavoreranno sulla resistenza, i soggetti con insufficienza cardiache dovranno fare 30 minuti di attività moderata, dalle 3 alle 5 volte a settimana.


...E SVEZIA: Chi ha optato per il programma più drastico di tutti è la Svezia, in cui però sono scese in campo le aziende private, senza aspettare il proprio Servizio Sanitario Nazionale.


Dopo essersi fatti tradurre in svedese il post di Virtuoso sui dipendenti che lavorano peggio se hanno una vita sedentaria, alcune aziende di Stoccolma hanno deciso di rendere obbligatorio lo sport, almeno una volta a settimana.


In realtà, in Svezia questo problema non è molto sentito, perché il 70% della popolazione fa almeno un'ora di attività fisica a settimana; l'azienda dell'ex campione di tennis Björn Borg ha preferito non rischiare, e ha imposto ai suoi dipendenti di lasciare le proprie scrivanie per fare sport.


La filosofia aziendale, infatti, prevede l'assunzione di persone che adottano uno stile di vita attivo. Così, i 60 dipendenti dell'azienda che produce abbigliamento sportivo hanno nel venerdì un giorno lavorativo particolare, nel quale l'attività fisica sostituisce riunioni e computer.


IN ITALIA C'È UN'APRIPISTA - Che le cose stiano cambiando da un punto di vista della prevenzione, lo si evincere dall'esempio che arriva dalla Sardegna. La regione, una con la più alta percentuale di ultracentenari del mondo, ha deciso di sperimentare l'attività fisica nelle ricette, al posto dei farmaci.


Nell'Isola, infatti, le persone con patologie legate - direttamente o indirettamente - alla sedentarietà rappresentano il 30% di tutti i pazienti, con una spesa di due terzi del bilancio sanitario regionale. Per salvaguardare la salute degli abitanti, si è quindi deciso di applicare la prevenzione invece della cura, prescrivendo ore di sport invece dei farmaci.


La Sardegna ha seguito l'esempio che era già arrivato da Chiavari, in Liguria, la cui ASL aveva applicato il "Ricettario dell'Attività Fisica", per sensibilizzare i pazienti circa l'importanza di un corretto stile di vita, determinante per evitare patologie quali diabete e malattie cardiovascolari.



Insomma, in diverse parti d'Europa la sensibilizzazioni ha raggiunto un nuovo livello: invece di convincere le persone con le parole, si prova a farlo con i fatti concreti, e i dati stanno dando ragione.