LE DONNE PRATICANO MENO SPORT DEGLI UOMINI?

Updated: Feb 19, 2019

Pochi giorni fa, in una popolare trasmissione TV su Rai 2, l'ex calciatore campione del mondo Fulvio Collovati si è lasciato andare a commenti sul modo in cui il calcio dovrebbe essere raccontato in Italia: " Se tu parli della partita, di come è andata e cose così, bene. Ma non puoi parlare di tattica perché la donna non capisce come un uomo, non c’è niente da fare". Le esternazioni sono state accolte con stigma e condanna, ma non sono certo una novità nella narrazione sportiva italiana, specialmente in quella calcistica, e questo episodio fa il paio con ciò che è successo lo scorso dicembre.


Nel 2018, infatti, per la prima volta, è stato assegnato un Pallone d'Oro Femminile. Il titolo, la cui versione maschile è il massimo riconoscimento individuale al mondo per un calciatore, è andato alla 23enne norvegese Ada Hegerberg. La cerimonia di premiazione si è tenuta contestualmente alla premiazione del Pallone d'Oro maschile, di gran lunga più attesa e seguita, e ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche proprio per quanto successo durante la consegna del premio: il famoso dj francese e presentatore della serata Martin Solveig, dopo aver ballato con Hegerberg, le ha chiesto se sapesse twerkare, ovvero ballare muovendo il bacino in modo provocante.


A questa domanda, Hegerberg ha risposto in modo piuttosto stizzito, e Solveig si è scusato, dando la colpa alla sua scarsa conoscenza della lingua inglese. Ma in Italia, come sono messe le donne con lo sport?


LE DONNE SONO MENO SPORTIVE DEGLI UOMINI?


Secondo un'indagine Istat del 2015, chiamata "I cittadini e il tempo libero", le donne sportive in Italia sono nettamente meno dei maschi, in tutte le fasce d'età. L'indagine mette in evidenza che mentre i maschi che praticano sport sono il 41,3% del totale, le femmine si fermano al 27,7%. A fare la differenza, sono le persone che si allenano in modo continuativo: 29,5% contro il 19,6%, a fronte di una forbice molto meno larga per quanto riguarda le persone che si allenano in maniera saltuaria: 11,7% per i maschi contro l'8.1% delle femmmine.

Il report mostra inoltre come il divario si allarghi con l'avanzare dell'età. Infatti, se nella fascia 3/5 anni le bambine che praticano sport in maniera continuativa sono più dei bambini (seppur di poco: 24.2% a 22.9%), più si cresce, meno sono le femmine che praticano sport, fino ad arrivare al massimo divario nella fascia 18/35 anni: in media i ragazzi che praticano sport sono quasi il 62%, contro il 41% delle ragazze, con una differenza di più del 20%.


PERCHÈ?


Non è facile individuare il motivo di questa situazione. Probabilmente, un ruolo decisivo lo gioca il racconto dello sport stesso: le esortazioni e gli incitamenti, in qualsiasi sport, sono per la maggior parte riferiti e riferibili agli uomini. Questo è frutto di un retaggio culturale particolarmente difficile da sconfiggere in Italia, per il quale le donne dovrebbero occuparsi della casa e della famiglia, e non preoccuparsi di cose meno importanti come lo sport.


Proprio dall'importanza che viene data all'attività sportiva in Italia deriva questa situazione: lo sport viene visto come qualcosa che fa bene, ma di cui occuparsi quando sono state fatte le cose importanti.


CHI VINCE DI PIÙ?


Questi dati hanno ovviamente ripercussioni sulle prestazioni ad altissimo livello, dove le donne vincenti sono nettamente meno degli uomini vincenti. Guardando la storia dell'Italia alle Olimpiadi, il divario è abissale: 492 medagliati contro 86 medagliate. E il trend non sembra variare: nelle ultime 4 edizioni, infatti, i medagliati maschi sono 77, contro le sole 38 donne.


Tuttavia, quando si parla di eccellenze mondiali a livello sportivo, si parla quasi esclusivamente di donne: Valentina Vezzali, Federica Pellegrini, Flavia Pennetta e Sara Errani, infatti, hanno raggiunto quel ristrettismo gruppo di eccellenze mondiali nel proprio sport, e nessun maschio italiano negli ultimi 10 anni può vantare di aver fatto altrettanto. Filippo Tortu e Gregorio Paltrinieri, stelle nascenti di atletica e nuoto, non hanno ancora raccolto quanto le loro illustri colleghe hanno fatto.


COME PAGA LO SPORT FEMMINILE


Anche a livello economico la differenza è marcata: sapete quanti maschi ci sono nella classifica dei 10 sportivi italiani più pagati? Esatto: 10. Questo perché gli sport maschili sono genericamente più seguiti, e il pubblico porta sponsor che portano soldi, facendo lievitare il conto in banca degli sportivi, ma non quello delle sportive.


Quello della differenza dei montepremi è un tema caldissimo soprattutto nel tennis, dove molti atleti si sono spesi per provare ad equiparare gli assegni dei vincitori, Andy Murray e Novak Djokovic - campionissimi di questo sport - su tutti. Risultato? Nel 2019 i montepremi del vincitori sarà mediamente quasi il doppio di quello delle vincitrici.


Nonostante tutto, fare sport è imprescindibile per avere una vita sana, a prescindere dal sesso o dal guadagno. Chiunque dovrebbe ritagliarsi del tempo per fare sport, da soli o in squadra, a qualsiasi età e per chiunque: sia da un punto di vista sociale, sia da un punto di vista salutare.


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