ESEMPIO VIRTUOSO #2 – VIAGGIO NEL RUGBY IN ITALIA CON FRANCESCO

Updated: Mar 13, 2019

Fare sport ad alti livelli significa vivere in funzione di quello sport: pianificare uscite, impegni, diete e vacanze in funzione dello sport. Francesco Menon ha dedicato la propria vita allo sport e al rugby; e il suo stile di vita, la costanza nell'attività fisica unita a un'alimentazione sana e consapevole lo rende il nostro Esempio Virtuoso.


LE DONNE FANNO MENO SPORT DEGLI UOMINI?

FRANCESCO MENON - Fiorentino figlio d’arte, Francesco si è laureato Campione d’Italia con il Rovigo nel 2015/2016 e ha vissuto una delle emozioni più forti a cui uno sportivo può ambire: il Mondiale giocato in casa con l’Italia Under20, maglia con la quale ha disputato anche un Sei Nazioni: “Ho abbracciato il rugby a 7 anni grazie a mio padre, che conosceva bene l’ambiente avendo giocato a rugby proprio a Firenze. Per me, che arrivavo dal nuoto, poter giocare con altri bambini e instaurare sin da subito le dinamiche da spogliatoio è forse la singola cosa che mi ha convito a continuare con la palla ovale”.


L’amore di Francesco per questo sport è evidente da subito: “Ho esordito in prima squadra a Firenze, al fianco dei campioni che ammiravo da spettatore; ho stretto amicizie impagabili e ho girato l'Italia per poter vivere di rugby: devo dire che non mi è andata per niente male, visto anche il livello del professionismo sportivo in Italia”.

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Lo sport, e la conseguente attività fisica, ha sempre fatto parte della sua vita: "Ho la fortuna di fare attività fisica divertendomi sempre, perché finalizzata a ciò che mi piace di più nella vita". Sport, ma anche alimentazione, importantissima per uno stile di vita Virtuoso: "Ho appurato quanto sia importante mangiare bene per le prestazioni sportive, quindi l'alimentazione corretta è un'abitudine, alla quale concedo qualche sgarro". Ed effettivamente non sarebbe facile convincere 30 rugbisti a fare un terzo tempo a base di minerale e quinoa. Quindi tutti dovrebbero fare sport? " Sì, ma senza obblighi. Deve partire dalla persona. Quello che si può fare è incentivare le persone a fare sport, anche diversi, fino a trovare quello che diverte e appassiona di più: allenarsi divertendosi aiuta a superare gli ostacoli, che soprattutto all'inizio porta le persone ad arrendersi. Per me, invece, la soddisfazione di aver superato la fatica è sempre maggiore della fatica in sé: è una sensazione bellissima".


Nonostante l’evidente ed esponenziale crescita del Rugby in Italia sotto il punto di vista degli iscritti, da un punto di vista dei risultati questo mondo ha ancora margini di miglioramento pazzeschi, e lo dimostra il gap che ci separa dagli altri Paesi Europei: “Alla base c'è una differenza culturale con le altre nazioni. Siamo molto giovani da questo punto di vista (l’Italia è nel 6 Nazioni da meno di 20 anni, e la Francia – una delle Nazioni più forti del mondo - ha impiegato 40 anni prima di vincerne uno ndr), ma a mio avviso abbiamo un problema di identità: ad adesso, i ragazzi che militano nei club non hanno grandi possibilità di entrare nel giro azzurro, perché il gap con chi si allena nelle accademie federali è troppo alto: se si desse la possibilità di far crescere i ragazzi nei vari vivai, invece di prelevarli per farli crescere nei centri federali, secondo me si alzerebbe il livello generale, e ne gioverebbe l’intero movimento, alzando l'asticella sia delle rappresentative nazionali sia del campionato Italiano".


L’esplosione mediatica del rugby Italiano è evidente: le partite del 6 Nazioni, di scena in queste settimane, sono viste alla Tv da milioni di persone, e l’Olimpico – stadio di riferimento del rugby italiano - registra spesso il tutto esaurito durante le partite casalinghe. Inoltre, molte partite del campionato Italiano si possono guardare – integralmente o sotto forma di highlights – anche su Youtube: “Ho vissuto in pieno il cambiamento tecnologico e sociale: rispetto a quando iniziato, ora si studiano molto di più gli avversari grazie ai video online. Oltre al punto di vista tattico, sfruttiamo la tecnologia anche a livello atletico: dopo le partite elaboriamo i dati per capire in quali punti migliorare e dove intervenire”.


Dalle parole di Francesco traspare tutte l’amore per lo sport e per tutto ciò che ne consegue: uno stile di vita sano a 360°, la costanza e la continuità nell’allenamento e nell’attività. Per questo è un perfetto Esempio Virtuoso.