4 COSE CHE SICURAMENTE NON SAI SULLA PIZZA

Dall’eccellenza rappresentata - tra gli altri - da Sorbillo alla polemica per quella di Cracco, dalla versione morbida con il cornicione alto a quella croccante e bassa: la Pizza in Italia è un’istituzione ed è tra i prodotti nostrani più apprezzati, conosciuti e imitati al mondo. La sua ricetta, in teoria, è piuttosto semplice visto che la base della Pizza è composto prevalentemente da farina, acqua e lievito; tuttavia per farla a regola d’arte servono anni di esperienza e ore di studio e apprendimento della materia, oltre a una fortissima passione e motivazione.


Nata nelle aree del Mediterraneo, è diventata celebre a Napoli, città nella quale ci si può imbattere nella pizza più buona della propria vita, quasi ovunque.Come abbiamo accennato, la pizza in Italia è tra i cibi più mangiati, e la maggior parte di noi è abituato a consumarla fin da piccoli, quando era presente in quasi tutte le festa: abbiamo persino coniato il termine “pizzata”, che mette al centro l’alimento più che la ricorrenza. Tuttavia, nonostante ci abbia accompagnato per tutta la vita, siete sicuri di sapere tutto? In occasione della giornata internazionale, ecco 4 cose che forse non sai sulla Pizza!


- LA PIZZA FA INGRASSARE? ECCO IL SUO APPORTO CALORICO


La risposta breve è dipende, ma ovviamente va articolata. In linea di massima, la pizza non rientra tra i cibi ipocalorici, altrimenti tutti farebbero la dieta. Tuttavia, ci sono alcuni accorgimenti che abbattono drasticamente le calorie della pizza; se invece optate per una pizza ricca, probabilmente state sgarrando già dal momento dell’ordinazione. L’elemento che fa maggiormente la differenza non è rappresentato dalla farina, ma dai formaggi. La farina integrale, infatti, non ha molte meno calorie della farina 00, ovvero l’ingrediente principale nella base per la pizza con impasto classico, o della farina manitoba, anch’essa utilizzata per la preparazione della Pizza: 340 calorie ogni 100 grammi per la prima, 343 per la seconda e 350 calorie ogni 100 grammi per la manitoba.

La vera differenza la fanno soprattutto gli ingredienti, ovviamente, ma con particolare riferimento alla mozzarella usata. Tra una pizza con mozzarella “light”, ed una con mozzarella di bufala o mozzarella fior di latte ci sono infatti circa 50 calorie di differenza: tantissimi per qualcuno, non abbastanza da sacrificare un momento sacro come la pizza per altri.


In conclusione, la pizza sicuramente non fa dimagrire, né è un alimento che si può mangiare tutti i giorni. Ma con alcuni accorgimenti e piccole rinunce soprattutto sul lato del condimento – diciamo che una pizza 4 formaggi forse è esagerare – non inficerà troppo sulla vostra dieta.


- LA PIZZA IN ITALIA


L’Italia è la patria della Pizza, e infatti il Paese è pieno di pizzerie, sia inteso come pizzerie da asporto, sia inteso come ristoranti-pizzerie. Un recente studio, stima che nel BelPaese ci siano 75000 locali che servono pizza, pizzette e pizze d’asporto, che impiegano almeno 105000 pizzaioli e che producono circa 8 milioni di pizze al giorno e quasi 3 miliardi all’anno. La Regione con la più alta percentuale di pizzerie in relazione agli abitanti è soprendentemente l’Abruzzo, con 1 pizzeria ogni 250 abitanti circa, seguita a ruota dall’ancora più sorprendente Sardegna. Solo quinta la Campania, preceduta anche da Puglia e Calabria.

Anche se la pizza per antonomasia è tonda, ogni regione ha una propria variante che ha conquistato una determinata popolazione. Dalle parti di Napoli sono sicuramente più attaccati alle tradizioni, e per ovviare alla richiesta di pizze da passeggio si è optato per la cosiddetta pizza a portafoglio, una pizza tonda piegata su sé stessa e perfetta per essere consumata tra le vie della città.


A Milano si è invece diffusa la variante della fetta di pizza, alta e morbida. Tra i precursori di questo tipo c’è senz’altro Spontini, nata a Milano da una famiglia di origine toscana negli anni ’50, la pizzeria famosa per i propri tranci è diffusa in tutto il mondo. Tutt’altro che fedele alla tradizione della pizza Napoletana, Spontini è una delle poche realtà di Pizza Made in Italy che è riuscita a creare un proprio brand ed esportarlo all’estero.

Tra le altre varianti da passeggio diffuse nello stivale ci sono il trancio, gettonatissimo a Roma con la sua tipica impostazione bassa e croccante, la pizzetta al taglio e il panzerotto, più diffusi nel sud Italia soprattutto tra Sardegna e Puglia.


- I NUMERI DELLA PIZZA NEL MONDO


Il giro d’affari della pizza nel mondo è da far girare la testa: nel 2013 il comparto produceva un giro d’affari di circa 62 miliardi di euro, e da allora la Pizza ha vissuto una crescita esponenziale. Anche all’estero il business-Pizza è piuttosto redditizio, sia per pizzerie classiche che per quelle più “da estero”. Domino’s, una catena di pizzerie americane con punti vendita in tutto il mondo compresa l’Italia, ha un fatturato che si aggira intorno ad 1.7 miliardi di dollari.

Proprio l’America è uno dei posti in cui se ne consuma di più, doppiando l’Italia: se infatti nel BelPaese c’è un consumo medio pro-capite di 7,6 kg di pizza, oltreoceano ci doppiano con un consumo medio di 13 kg per ogni americano. La città con più pizzerie è una sorpresa solo all’apparenza: con 6 milioni di abitanti, molti dei quali con avi italiani, San Paolo in Brasile si prende lo scettro di città con più pizzerie al mondo.


- CAMPIONATO MONDIALE PIZZAIOLI


Con una diffusione così, non c’è da stupirsi che venga organizzato ogni anno il campionato mondiale di Pizza, arrivato nel 2019 alla sua 29esima edizione. Il campionato è diviso in selezioni itineranti in giro per il mondo, tramite le quali si premia il vincitore che si giocherà la finale Mondiale a Parma, ed è divisa in varie categorie: Pizza Classica, in teglia, Napoletana, in coppia, stile libero e tante altre.


Ogni pizzaiolo riceve poi una valutazione dai giudici, e chi totalizza il punteggio più alto viene incoronato miglior pizzaiolo del mondo nella propria categoria. Per vincere non basta fare un ottimo impasto e stenderlo alla perfezione, ma bisogna fare una pizza speciale, con abbinamenti ricercati e cura nella scelta delle materie prime, dimostrando notevoli capacità nella gastronomia a 360 gradi.


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