Tu che scusa hai?

Tu che scusa hai?

Updated: Feb 8, 2019



Sul caso di Manuel Bortuzzo, il nuotatore rimasto paralizzato dopo essere stato sparato a Roma, si è scritto tanto, e sempre per parlare di lui al passato o al presente, al fatto che nuotasse e che fosse una promessa del nuoto.


Uno degli esempi migliori della forza di volontà arriva da Claudia Cretti, che a seguito di una terribile caduta entrò in coma. Claudia, 21enne ciclista che nel 2017 fu operata due volte alla testa in seguito a una caduta nel Giro d'Italia Rosa, ha avuto la forza di rialzarsi grazie all'esempio di Alex Zanardi, e che oggi è un esempio per gli altri, come si può evincere anche dall'intervista de La Gazzetta dello Sport.


Chi non si è mai fatto troppe domande su quello che avrebbe potuto fare o che sarebbe potuto essere è anche la Onlus Art4Sport, associazione che si impegna ad "aiutare i bambini amputati a gioire della bellezza della vita ed integrarsi nella società attraverso lo sport".


All'interno di Art4Sport ci sono alcune delle persone più determinati e forti d'Italia, che non si sono mai fatti scoraggiare e abbattere dalle difficoltà che la vita gli ha messo davanti. La squadra è capitanata da Bebe Vio, campionessa Paralimpica e soprattutto uno degli esempi migliori di speranza e fiducia.


Fa parte di Art4Sport anche Veronica Yoko Plebani, 23enne che oltre a fare sport a livelli altissimi, è impegnata attivamente in un movimento - il body positivity - che ha come obbiettivo quello di aiutare le persone ad accettare il proprio corpo, sensibilizzandoli sull'importanza di accettare il corpo altrui, senza pregiudizi. Con il suo esempio e la sua forza, Veronica è riuscita a rompere lo stereotipo a cui la società era abituata: conta quasi 24 mila follower su Instagram, dove aiuta le persone ad essere più sicure di sé e del proprio corpo, un argomento per niente banale e leggero.


Foto profilo Facebook di Veronica Yoko Plebani

Veronica è stata intervistata da Vogue in un'articolo chiamato "Come questa Paralimpionica Italiana è diventata un modello dell'accettazione del corpo per tutte le donne" e noi abbiamo voluto riproporla, tradotta integralmente:




Otto anni fa, l’atleta paralimpica 23enne Veronica Yoko Plebani ha trovato un nuovo inizio. Quando aveva 15 anni, Plebani fu vittima di un caso acuto di meningite batterica, che lasciò sul suo corpo diverse cicatrici e la menomazione di braccia e gambe, soprattutto. “All’inizio, la sola idea di vedere i miei amici con un aspetto così diverso mi terrorizzò, ma fortunatamente la paura non durò a lungo”, dice Veronica. Grazie all’aiuto e al supporto di amici e parenti, ma soprattutto della sua forza, riuscì a superare tutto. E nonostante le avversità, Plebani, atleta da una vita, si adattò al suo nuovo corpo e riuscì a portare il suo atletismo su un altro livello, unendosi al Kayak - Canoa Club di Palazzolo sul’Oglio, cittadina del bresciano dove è nata e cresciuta.
“Dopo la mia malattia, non mi sono imposta di dover dimostrare qualcosa, ma già nei primi mesi fuori dall’ospedale, lo sport mi ha fatto capire quante fantastiche cose il mio corpo potesse fare e, in un certo senso, l’ho amato ancora di più”. Prima della sua battaglia contro la meningite, Veronica è stata una snowborder, e dopo ha rappresentato l’Italia ai giochi Paralimpici invernali di Sochi 2014 e partecipò alle Paralimpiadi di Rio 2016 nel Kayak. Nel 2017, Veronica si impegno in un altro sport, il paratriathlon, disciplina nella quale vinse la medaglia d’oro nel Campionato Italiano di Paratriathlon del 2017 e nel Campionato Mondiale del 2017 a Besançon, in Francia.
Oltre agli impegni sportivi - con un programma serrato di allenamenti - e agli impegni accademici - è iscritta in Scienze Politiche all’Università di Bologna - Veronica non solo tiene i suoi fan quotidianamente aggiornati su Instagram, ma lancia un monito importante, pubblicando foto di sé accompagnate da messaggi motivazionali sul successo e sulla trasformazione. “All’inizio non ero così sicura di me nel mostrare il mio “corpo nuovo” con tutte le cicatrici, ma poi ho capito che poteva essere d’aiuto nel rompere i pregiudizi e gli stereotipi. Quando ho condiviso le mie foto in costume da bagno per la prima volta, sono rimasta colpita da tutti i messaggi positivi che sono arrivati”. Veronica racconta orgogliosamente di quella volta in cui una fan le confidò di avere cicatrici simili alle sue, ma che si vergognava di mostrarsi in pantaloncini o in costume finché non ha visto Veronica farlo. “Con la body positivity (movimento che si fonda sull’idea che tutti gli esseri umani dovrebbero essere accettare il proprio corpo e accettare il corpo altrui - ndr) i social media stanno contribuendo a creare una società in cui ci sia più sicurezza di sé stessi” dice Veronica, aggiungendo che lei ha attinto da una comunità su Instagram formata da donne e paratlete incredibili, che l’hanno ispirata a superare i suoi limiti e i pregiudizi, adottando uno stile di vita il più sano possibile.
Ultimamente il segreto di Veronica per sentirsi al meglio è seguire una dieta energizzante a base di vegetali: “cinque anni fa ho deciso di mangiare più sano e ho cominciato a eliminare latticini e la carne. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo e ho capito quanto mi senta meglio quando consumo pasti vegetariani”. Veronica fa parte del 707Team - un gruppo privato professionistico di triathlon - con cui spera di qualificarsi ai giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Ma trova sempre del tempo da ritagliare alla body positivity. “Se riesco aiutare, anche solo una persona, ad essere più sicura del proprio corpo, significa tantissimo per me. Come se non bastasse, Veronica prova a dare il proprio contributo anche nel servizio pubblico e un giorno spera di candidarsi: “Sto sognando troppo in grande? Se sì, mi va bene”.

Questo è quello che come Virtuoso ci piace raccontare e di cui vorremmo essere testimoni e parte integrante: l'evoluzione e la consapevolezza dell'importanza dello sport e di uno stile di vita salutare, a livello sociale, salutare e fisico.


Foto e immagini gentilmente concessa da Veronica.