I VEGANI HANNO RAGIONE?

I VEGANI HANNO RAGIONE?

Vegan sì o vegan no? La discussione su questo tema ormai è estremamente polarizzata: i vegani non concepiscono lo stile di vita di chi non è vegano, e viceversa. Questa situazione è particolarmente chiara su social network, terreno fertilissimo per litigi nei quali gli insulti tra vegan e no-vegan si sprecano.


Eurispes, Isituto Italiano di Studi Economici Politici e Sociali, ha recentemente pubblicato un rapporto sul fenomeno del veganesimo e vegetarianismo in Italia, con dati a tratti sorprendenti.


Già perché innanzitutto bisogna distinguere tra vegetariani e vegani: mentre i primi non mangiano alimenti di origine animale, mentre i vegani hanno un alimentazione basata esclusivamente su risorse di tipo non animale. La differenza? Per i sostenitori dello stile di vita Vegan niente uova, formaggi, latte e miele, tutti alimenti che i vegetariani mangiano.


A proposito del rapporto Eurispes, sapete quanti vegani ci sono Italia? La percentuale è in netto calo rispetto all'anno scorso, quando il 3% degli italiani conduceva uno stile di vita vegano. Quest'anno invece i vegani sono solo lo 0,9% della popolazione.


Nonostante questo calo dei Vegani, cresce il numero di Vegetariani, che passa dal 4,6% del 2017 al 6% del 2018. Capire il motivo di questa tendenza è estremamente complicato, anche perché, se la percentuali di vegani è scesa quest'anno per la prima volta dopo anni di costante crescita, il numero di vegetariani in Italia non segue un andamento lineare: erano il 6,5% nel 2014; il 5,7% nel 2015; il 7% nel 2016 ed il 4,6% nel 2017.


In realtà, lo studio rivela anche i motivi per cui le persone scelgono di adottare uno stile di vita Vegan o Vegetariano. Proveremo quindi ad analizzare se le loro idee si benefici di uno stile di vita libero da alimenti di origine animale siano fondate o meno.


PERCHÈ SI DIVENTA VEGANI?


  • PERCHÈ FA BENE ALLA SALUTE (38,5%)

La maggior parte delle persone che adotta uno stile di vita Vegan, lo fa perché convinto che sia più salutare per il nostro organismo? Le cose stanno così?


Come quasi sempre quando si parla di nutrizione, la risposta è dipende: tecnicamente, una persona che mangia solo patate ha una dieta vegana, ma sicuramente non ha una dieta sana.


Gli studi hanno evidenziato che le persone vegane, oltre ad essere statisticamente più magre, hanno una dieta più ricca di fibre e vitamina C, ma più povera di grassi saturi. Quest'ultimi sono importanti e portano benefici se dosati, ma il loro abuso ha sicuramente degli effetti negativi sul nostro organismo.


In tanti pensano che se qualcosa è vegan fa sicuramente bene al nostro organismo: falso! L'olio di cocco, per esempio, pur essendo un alimento vegan friendly, è ricchissimo di grassi saturi, pertanto bisogna dosarne le quantità.


Insomma, si può avere una dieta equilibrata e sana sia da vegani che da non-vegani, così come si può avere una dieta sbagliata a prescindere da quale stile di vita abbracciate. L'importante è assumere le dosi corrette di ciascun alimento.

  • PER AMORE NEI CONFRONTI DEGLI ANIMALI (20,5%)

Le immagini degli allenamenti intensivi di polli, galline e lo sfruttamento di animali che poi finiscono nei supermercati sono senz'altro immagini forti, che hanno convinto in parecchi ad adottare uno stile di vita vegan, e provare a fare la propria parte.


Sebbene la discussione sull'essere animalisti abbracci molti ambiti e sia decisamente molto vasta (molto più del semplice vegan sì/vegan no), non si può ovviamente intervenire sul libero arbitrio: per alcuni la vita di ogni essere vivente è sacra, per altri il consumo di carne fa parte della catena alimentare e su questa sfida è quasi impossibile trovare un punto di contatto.


Tuttavia è bene analizzare il livello del spreco di carne: secondo un'indagine Nielsen, le famiglie italiane sprecano l'8% del totale degli alimenti che acquistano, pari a circa 2,5 tonnellate all'anno. Da questo punto di vista, tuttavia, i settori di carne e pesce sono tra i più Virtuosi: il fatto che molte famiglie surgelino questi alimenti, prolungandone quindi la conservazione, fa sì che soltanto il 6% dell'ammontare degli alimenti sprecati sia carne o pesce.


Anche per quanto riguarda la fase di trasformazione, i sistemi di surgelazione permettono di ridurre e limitare gli sprechi, che invece avvengono soprattutto nella fase di distribuzione: l'alta deperibilità di questi alimenti e la data di scadenza piuttosto ravvicinata sono gli elementi che fanno sprecare più carne e pesce in assoluto.


A livello mondiale, i dati non si discostano troppo da quelli Italiani. Si può comunque notare che i maggiori spreconi siano i Paesi più industrializzati, e non è certo una sorpresa.


  • PER AMORE NEI CONFRONTI DELL'AMBIENTE (3,8%)

Senza andare a discutere le scelte di vita personale di chi sceglie di diventare vegan (il 14% è veg per abbracciare una filosofia di vita), e senza addentrarci ulteriormente nella sfera alimentare (un altro 14% circa è diventato vegano per mangiare meno e meglio) parliamo della fetta - non troppo consistente, secondo il rapporto - di vegani che hanno soprattutto a cura l'ambiente.


Quello della cura dell'ambiente è un tema di cui si parla tanto ma per cui si fa veramente poco, come dimostrano gli ultimi report sul cambiamento climatico.


Il discorso ambientale riguarda soprattutto quanta acqua serva per produrre un chilo di carne bovina. Le stime più allarmistiche parlando di 15 mila litri d'acqua per singolo kg di carne di manzo: ma stanno davvero così le cose? Come ha fatto notare Ettore Capra, docente di scienze agrarie alimentari e ambientali all'Università Cattolica di Milano, da questi dati vanno decurtati il valore della quota di acqua che si sarebbe di per sé persa naturalmente in presenza di una vegetazione naturale. Infatti se applichiamo calcoli corretti ed analisi del ciclo di vita a livello complessivo, emerge come l’intero settore delle carni italiano (bovino, avicolo e suino) impiega per l’80-90% risorse idriche che fanno parte del naturale ciclo dell’acqua e che vengono restituite all’ambiente, come appunto l’acqua piovana. Dunque solo il 10-20% dell’acqua necessaria per produrre 1 kg di carne viene veramente consumata.


C'è inoltre da considerare l'impatto etico e ambientale di alimenti che sembrano moralmente impeccabili: l'aumento della domanda della quinoa, ad esempio, ha distrutto e radicalmente stravolto la dieta dei due maggiori paesi produttori, Bolivia e Perù, che per anni hanno mangiato questo alimento noto per le sue proprietà benefiche e che ora non se lo possono più permettere perché diventato quasi bene di lusso.


  • PER MODA O CURIOSITÀ (3,8%)

Fa strano pensare che ci sono tante persone che hanno scelto di adottare uno stile di vita per rispettare l'ambiente, quante che hanno adottato lo stesso stile di vita convinti dalla moda del momento o dalla curiosità di questo stile di vita.


Insomma, affermare a priori che chi mangia carne sbagli o che i vegani abbiano torto è abbastanza lontano dalla realtà. Qualunque stile di vita abbiate adottato, la regola numero 1 dell'alimentazione dice che è importante assumere tutti i macronutrienti, a prescindere da quale sia la fonte tramite cui vengono assunti. Per il resto, la vita di ciascuno di noi scorre indipendentemente dalle scelte alimentari degli altri.


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