YOUTUBE CONTRIBUISCE ALL'OBESITÀ?

Hai mai visto una sfida chiamata "Chubby bunny" su Youtube? E una sfida denominata "Man vs food"? Se la risposta è sì, sei in ottima compagnia.

Non è un segreto: da quando è stato lanciato, Youtube è diventato sempre più importante, entrando nelle vite di tutti noi e diventando il nuovo intrattenimento di giovani e giovanissimi.


Nato come contenuto di video, è diventato famoso soprattutto perché era possibile caricare e guardare qualunque video in qualunque formato: una rarità quando è stato lanciato nel 2005. Con il tempo ha acquisito sempre più importanza, e Google ha fiutato per primo l'affare, comprandolo per 1,65 miliardi di euro. Tanti? Per niente: adesso Youtube vale 70 miliardi ed è il secondo sito web più visitato al mondo, dopo Google stesso.


La crescita vertiginosa di Youtube ha contribuito a creare nuove figure professionali: gli youtuber. Si possono trovare youtuber per qualunque argomento: viaggi, fai da te, videogiochi, consigli e vlog. Tra questi argomenti c'è anche il cibo, ma non tutti lo trattano in modo corretto, anzi.


Sebbene non sia raro trovare ragazzi, giovani o meno giovani, che parlino di cibo in modo intelligente ed educativo, è molto più frequente assistere alle esaltazioni del cibo spazzatura e dell'alimentazione sbagliata, che esaltano uno stile di vita tutt'altro che sano, soprattutto se a guardarli sono bambini o ragazzini, più facilmente suggestionabili.


Al Consiglio Europeo sull'Obesità, i ricercatori dell'Università di Liverpool hanno posto l'accento proprio su questo problema, presentando uno studio che mostra come ci sia correlazione tra far vedere le star mangiare cibo spazzatura e l'aumento nei giovani e nei giovanissimi del consumo di cibo malsano. E allora le pubblicità?


Sebbene le pubblicità esistano da anni, e con esse anche gli spot del cibo non proprio Virtuoso, i social media e Youtube riescono a influenzare in modo maggiore gli spettatori, spesso composti da giovani e giovanissimi, per due ragioni principali:


1) L'AFFEZIONE

Il livello di empatia che si crea tra la star di internet e il suo pubblico è notevolmente maggiore di quella che si può creare con uno spot. Il fatto che nei social ci sia la possibilità di interagire, tramite le risposte a sondaggi su instagram, i commenti su Youtube e le domande in privato, fa sì che il pubblico sia molto più vicino al suo intrattenitore. Col tempo è infatti scomparso il muro che divideva le star della televisione dal pubblico.


2) SU YOUTUBE È TUTTO PIÙ SUBDOLO

Il fatto che ci fossero gli spot, i jingle e che da subito fosse chiaro che l'intento era promuovere un certo prodotto, rendeva le pubblicità chiare, anche ai più giovani. Nel mondo di internet è invece tutto meno chiaro: a volte la pubblicità c'è, ma non c'è la promozione del prodotto in modo chiara e inequivocabile. Quindi le pubblicità hanno sì aumentato il consumo di cibo spazzatura nei più giovani, ma per un periodo di tempo più limitato; i social network invece sono fruibili sempre e dovunque


QUAL È IL PERICOLO MAGGIORE?


I ricercatori hanno preso in esame due star inglesi: Alfie Deyes. creatore di PointlessBlog con 4 milioni di iscritti, e Zoella, fashion blogger con 1.2 milioni di seguaci su Instagram. Tuttavia, gli esempi non positivi esistono anche in Italia.


Nel corso del tempo, le varie mode hanno visto il moltiplicarsi di vari video che non possono sicuramente essere considerati educativi. Potrebbe sembrare un discorso noioso o da anziano, ma spesso le giovani star hanno una capacità di influenzare enorme.


Per questo sarebbe importante riuscire ad essere più consapevoli nei messaggi che vengono lanciati, magari inserendo all'interno degli stessi video dei monito circa l'importanza di una vita sana e attiva, soprattutto considerando che in Italia l'obesità giovanile sta aumentando sempre di più.

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